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UN MARTINI A COLAZIONE - Indovina chi viene a cena? -Parte VI

  • Lara
  • 1 mar 2018
  • Tempo di lettura: 4 min

VI

SOFIA

Ok forza, niente panico. Facciamoci coraggio. Non può essere così terribile.

Andrea, ancora seduto sul divano, non la smette di sorridere e di guardarmi. Lo so, lo so. Ho fatto una gran bella figuraccia ma posso ancora rimediare.

Una donna sicura di sé. Ecco come mi dovranno vedere gli altri.

Mi sforzo di camminare con disinvoltura e naturalezza verso il divano per salutare mia madre, che nel frattempo si è alzata per venirmi incontro.

<< Ciao mamma >>

<< Sofia! Sei in ritardo!>>

Uhm.. Donna sicura di sè sgridata dalla madre. Questo non aiuta!

<< Scusa mamma, il collegio docenti è andato per le lunghe e mi sono liberata appena ho potuto>>

“Ok, così va bene. Brava Sofia continua così. Ricordati: donna sicura di sé.”

Spiegare di aver avuto un attacco di panico dietro la porta forse non sarebbe proprio il massimo per la mia immagine di sicurezza.

<< Va bene, non fa niente. Stiamo comunque ancora aspettando Marc, il marito di Giulia. Intanto ti presento Riccardo... e Christian, suo figlio>>

<< Ciao Sofia, finalmente ho il piacere di conoscerti!>> Riccardo allunga la mano verso di me.

Ed eccolo qui, davanti a me, il famoso “terzo marito”.

Lo so, forse non è carino da parte mia che lo continui a chiamare così da quando la mamma ha annunciato di volerlo sposare, ma almeno serve a mantenerle chiara l’idea di come io reputi questa situazione.

Ed ecco che mi ricominciano a tremare le gambe.

Mi sembra di essere finita nel bel mezzo di una puntata dei Cesaroni. Solo che Giulio (il futuro marito) non è un uomo di mezza età dall’aria bonacciona con un grembiule ed una bottiglia di vino in mano. E i miei futuri “fratelli” non sono dei ragazzini con tanto di jeans, brufoli e zaino in spalla pronti per andare a scuola. Questi sono dei veri e propri scicchettoni! Giulia ho già avuto la piacevolezza di ammirarla nel suo tubino nero che, per quanto è elegante e le cade a pennello, è come se avesse sul petto un cartello lampeggiate con su scritto “Guardatemi, sono carissimo!!”. Ed anche Christian, nei suoi stretti pantaloni grigi, camicetta grigia, cravattino e gliet blu abbinato ai mocassini, non sembra scherzare. Anche i suoi capelli, con un bel ciuffo accuratamente pettinato tutto da un lato, e gli occhialini neri all’ultima moda tra i ragazzi sembrano dire “Sono ricco e viziato!”.

E Riccardo.. Che dire di lui?? Si può dire, senza rischio di chissà quale complicanza, che il futuro patrigno è proprio un gran fico?? Via grembiule e bottiglia di vino e benvenuti giacca, cravatta ed I Phone nella mano. Alto, corporatura robusta dovuta sicuramente ad attività fisica, capelli brizzolati e sorriso aperto.

E gli occhi.. che occhi!! Identici a quelli della figlia, di un azzurro profondo ed intenso, ma allo stesso tempo diversi.

Guardando Giulia negli occhi mi ero sentita come se per un attimo fossi andata a fare un giro nel circolo polare artico, completamente circondata dal ghiaccio.

Ma guardando Riccardo.. bhè con Riccardo ero nel bel mezzo dell’oceano a fare surf, riscaldata dai raggi del sole!

Mi affretto ad allungargli la mano per stringerla nella sua.

<< Piacere!>>

<< Il piacere è tutto mio Sofia! Gemma mi ha parlato tanto di te! E finalmente ti ho qui davanti! Dovevamo già organizzarla da tempo questa cena. Devi sapere che ero veramente ansioso di conoscere te e tuo fratello!>>

Quando si suol dire, le parole giuste al momento giusto! E’ riuscito a far risalire in me tutta la rabbia che provo per questa ridicola situazione e.. addio oceano. E’ come se un’onda gigantesca mi avesse portato alla riva, facendomi sbattere con violenza il didietro sulla sabbia.

"Da tanto tempo che dovevano organizzare questa cena”, esattamente quanto? Ma se si sono fidanzati in 24 ore e si vogliono sposare nel giro di una settimana, mi spiega il suo esatto concetto del “tanto tempo”?

<< Sono contenta anch’io di essere qui>> sento uscire in modo praticamente automatico dalla mia bocca. Non è “esattamente” quello che penso, ma ho promesso alla mamma di comportarmi in maniera educata.

Mi giro verso Andrea con lo sguardo un po’ incerto e mi ricambia con un sorriso. Ma questa volta almeno non sta ridendo di me. Mi sorride per farmi coraggio. Il mio fratellone..

Giro le spalle agli altri e mi avvio verso di lui, verso la sua confortante e familiare presenza. Mi accorgo solo adesso che stavo trattenendo il fiato. Il nodo in gola è ancora lì, non ne vuole sapere di scendere e andarsene via.

Mi siedo sul divano accanto ad Andrea e con la spalla mi appoggio a lui. Ho bisogno del suo contatto fisico per non piangere. Perché se inizio so che non smetterei più. E piangere penso proprio che rientrerebbe nella lista dei comportamenti che secondo mia madre stasera sarebbero sconvenienti. Adesso capisco perché tante raccomandazioni su come vestirci , sul non fare tardi, sul cosa dire e non dire. Guarda dove ci ha portato e soprattutto da CHI!

Mi giro verso Andrea e lo guardo sorseggiare elegantemente e con nonchalanche l’aperitivo dal suo bicchiere di cristallo. I jeans strappati al ginocchio, la maglietta scolorita, anche lei come il tubino di Giulia, con un bel lampeggiante però con la scritta "Un tempo ero nera!!” e i suoi capelli lunghi e folti raccolti a mo' di nido di vespe. E mi viene da ridere. Anzi, comincio a ridere. E penso proprio che ne avrò per molto!

<< Ti prego Andrea, fai finta di dirmi qualcosa di divertente!!>

<< Eh?? Ma che hai?? Sei matta??>>

E continuo a ridere, è più forte di me. Dubito che troverà qualcosa di più divertente dal farmi notare che, dall’altro lato, in questo esatto momento, Giulia e Christian ci staranno guardando sbigottiti e penseranno, con altrettanta rabbia quanto la mia, al padre e a CHI ha portato in casa loro.


 
 
 

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