UN MARTINI A COLAZIONE - Cap. 2 Il diavolo veste Prada (… e Gucci, Louis Vuitton e tutte le altre m
- Ale
- 25 mar 2018
- Tempo di lettura: 3 min

IX
GIULIA
Ore 10.20.
Sono seduta ad un tavolino del Cigno Nero da ben 20 minuti ad aspettare la mia sconosciuta, quasi sorellastra.
Rick è riuscito ad incastrarmi anche questa volta! E vai con la caccia “ultimo minuto” al vestito della figlia, nonché testimone della sposa. Se penso che ho dovuto anche rinunciare al massaggio ayurvedico del sabato mattina… Ma è davvero importante, perché in palio c’è la salvaguardia del buon nome della mia famiglia!!
Mancano solo 15 giorni dal wedding-day dei nostri genitori, come è possibile che non abbia ancora trovato l’abito giusto? Io, dopo aver ricevuto la notizia delle imminenti nozze di Rick, ho allertato subito la mia fata madrina, o meglio la mia super personal shopper Roby. E magicamente il pomeriggio seguente già mi rimiravo nell’enorme specchio dei camerini di Dior, con indosso l’abito perfetto, in seta verde smeraldo.
Mi guardo intorno, mentre nervosamente faccio ballare il bicchiere di vetro che stringo tra le mie mani. I cubetti di ghiaccio tintinnano scontrandosi tra di loro, mentre la scorzetta di limone ne attutisce il suono. Scruto attentamente tra gli altri tavolini, nella speranza di trovare quel viso a me così poco familiare.
E se quando arriva non la riconoscessi? Che figura ci farei?
Sento la pochette appoggiata sulle mie gambe vibrare, ne estraggo velocemente l’Iphone, potrebbe essere lei..
Invece è Marc. Proprio adesso che Sofia potrebbe arrivare da un momento all’altro ed io distratta rischierei di non riconoscerla.
<<Ehi!>> rispondo
<<Sei ancora nel locale! Si può sapere che cosa diavolo stai facendo? L’appuntamento era fissato per le 10!>> Il suo tono è un po’ troppo alterato per i miei gusti.
<< Cosa fai, mi controlli??>> ma cerco ugualmente di giustificarmi <<E’ in ritardo, la sto solo aspettando..>>
<<Esci immediatamente!! Guido è fuori che ti aspetta. Non sta bene che MIA moglie stia seduta tutta sola al tavolino di un bar>> ribatte.
<<Lo so che Guido è fuori, mi ci ha portato lui qui!!>> grido, ma sentendomi osservata cerco di placare il tono.
Mi volto verso la porta d’ingresso. <<Eccola!! Ci sentiamo dopo!!>> chiudo in modo un po’ brusco la telefonata, ma non senza sollievo, sperando che questo non peggiori oltremodo la situazione.
Certo che se temevo di non riconoscerla, mi sbagliavo di grosso!
La vedo entrare tutta trafelata con indosso una T-shirt giallo canarino. Forse l’ha messa apposta per me. Forse aveva paura anche lei che non la vedessi. Non posso fare a meno di immaginarmela con qualche palloncino sagomato in mano ed il naso da clown, completamente attorniata da bambini, e mi scappa un sorriso.
Mi vede, le faccio cenno con la mano, si avvicina sorridendo e mi dice <<Ciao! Scusami per il ritardo, ma è tutta colpa dell’1!!>>
<<l’UNO????>> chiedo con un sorriso ironico, dubbiosa su cosa pensare. Forse stava giocando ad UNO col fratello Peter Pan nell’isola che non c’è?????
<<Si!! Il tram 1 si è bloccato per via di un’avaria al motore. Hanno impiegato circa un’ora per ripararlo, forse avrei fatto prima a venire a piedi, ma non conoscevo la strada>> sembra giustificarsi.
Le faccio cenno di sedersi.
Il cameriere si avvicina << Cosa le porto signorina?>>
Vedo che guarda il mio bicchiere
<< Si, si con questo caldo è la cosa migliore!!>>
E rivolgendosi al cameriere annuncia
<<Porti anche a me un bel bicchiere di acqua fredda, ghiaccio e limone. Proprio come quello!>>
Guardo il cameriere e lui guarda me. Improvvisamente ho come la sensazione che tutti intorno ci stiano fissando e che il locale si stia pian piano restringendo su di noi.
Credo che sia giunto il momento di porre fine a questa “colazione” e di partire il prima possibile per la “mission impossibile”!
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