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UN MARTINI A COLAZIONE - Cap. 2 - Il diavolo veste Prada (...e Gucci, Louis Vuitton e tutte le altre

  • Lara
  • 7 apr 2018
  • Tempo di lettura: 3 min

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SOFIA

Ecco infatti, come volevasi dimostrare, anche questa volta sono riuscita a fare ritardo. Anzi, un mostruoso ritardo! La reazione di Giulia poi non è stata una delle migliori. Proprio della serie “come far sentire le persone a proprio agio”. Aveva il volto decisamente tirato e, anche se con le labbra cercava di abbozzare il suo solito mezzo sorriso, i suoi occhi freddi e il suo sguardo completamente distaccato tradivano quanto quel mezzo sorriso fosse solo di circostanza.

Appena entrata nel locale il mio sguardo era subito caduto su di lei. Certo, come non notarla! Per quanto possa sembrarmi fredda e rigida, sarebbe impossibile non ammettere la sua straordinaria bellezza e non notare il suo aspetto decisamente curato. Anche chi stava seduto agli altri tavolini del bar non poteva fare a meno di guardarla. Chi più sfacciatamente e chi invece, più pudicamente, spiandola di sottecchi ma cercando allo stesso tempo di mantenere una parvenza di conversazione con chi stava seduto di fronte. Come se avesse addosso un magnete e chi le stava intorno non potesse fare a meno di osservarla in qualsiasi gesto, parola o movenza. Una scena tanto strana quanto reale!

Parlava abbastanza animatamente al telefono e appena i nostri sguardi si sono incrociati ha cercato di cambiare espressione e riagganciato subito. Magari qualche grana sul lavoro. Forse è dovuto a quello il suo viso così tirato e non perché sia irritata con me per il ritardo. Non dipendendo da me, ma dal tram, dovrebbe essere comunque comprensiva. Sarà pur capitata anche a lei una situazione simile! E tutto ad un tratto mi ritrovo a pensare a mio fratello, alle sue parole di questa mattina. Forse non ha tutti i torti. Ha pienamente ragione nel sostenere che spesso e volentieri tendo a giudicare fin da subito le persone, ma è anche vero che spesso e volentieri non sbaglio.. ma forse questa volta, chissà! Potrei darle il beneficio del dubbio e tenermi ancora per un po’ nella tasca la famosa etichetta.

<<Non bevi? Non vorrei farti fretta, ma come sai bene siamo in ritardo!>>

Talmente assorta nei miei pensieri non mi ero accorta che nel frattempo il cameriere aveva già portato la mia ordinazione. Con una nota pungente, Giulia aveva avuto la gentilezza di riportarmi alla realtà.

<<Si scusa, non mi ero accorta fosse arrivata! Tranquilla, che con la corsa che ho fatto prima ora ho una gran sete! Bevo la mia acqua tonica e andiamo!>> mi affretto a risponderle in un misto di imbarazzo e mortificazione, portando subito il bicchiere alla bocca per prenderne una lunga sorsata.

In quel frangente, non posso fare a meno di notare nel suo sguardo una specie di guizzo. Una luce diversa, seppur per un attimo, passare nei suoi occhi. Inspiegabilmente sembrava quasi di divertimento. E all’improvviso, accade l’inevitabile. Sento scatenarsi un vero e proprio incendio nella mia gola, fino a propagarsi direttamente al mio stomaco. Con la bocca completamente aperta e del tutto incapace di parlare, guardo Giulia con aria incredula.

<<Io solitamente il Martini lo bevo a piccoli sorsi. Hai avuto proprio un bel coraggio a berlo così in fretta!>> Con un’aria divertita si alza dalla sedia, prende la sua Louis Vuitton e controllando l’orologio si gira verso la porta del bar. << Ci conviene andare, Roberta ci sta aspettando.>> continua.

Seppur di spalle, sento chiaramente la sua voce. Altrettanto chiaramente, riesco anche a vedere il suo primo vero e proprio sorriso.

Non ci posso credere.. Si è appena presa gioco di me!


 
 
 

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