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UN MARTINI A COLAZIONE - Il diavolo veste Prada (...e Gucci, Louis Vuitton e tutte le altre marche)

  • Ale
  • 12 apr 2018
  • Tempo di lettura: 3 min

XI

GIULIA

ORE 18.00 Finalmente a casa. Sono esausta!

<<Queste le porto di sopra?>> mi chiede Guido, indicando con lo sguardo le sette enormi buste di carta che tiene infilate sulle braccia a mo’ di manichino.

<<Lasciale pure qui all'ingresso. Grazie Guido. Ci penserò io a portarle di sopra!>>.

Ma davvero ho detto “grazie”??

<<Grazie a lei per avermi lasciato la giornata libera!>>

Gli sorrido. <<Lo shopping è stato più lungo del previsto, non era necessario che ci seguissi per tutto il pomeriggio>>.

Inizia a raccontare felice la sua imprevista giornata libera.

<<La mia bambina non credeva ai suoi occhi quando mi ha visto all'uscita della scuola. Gli ho fatto una bellissima sorpresa! Siamo andati a mangiare a ...>>

<< Ne sono lieta. Siamo stati tutti bene oggi!>> interrompo bruscamente questa breve parentesi confidenziale, accompagnandolo alla porta. << Ci vediamo domani mattina!>>

<<Ore 12.30 puntuali per il brunch a casa dei Parisi>> mi conferma impettito come un soldato al cospetto del proprio ufficiale, ritornando nella sua veste di chauffeur professionale,.

Ma prima di chiudersi la porta alle spalle, si volta e mi strizza l'occhio con fare rassicurante.

Mi butto sul divano, sfinita. Il brunch a casa di Milena Parisi l’avevo completamente dimenticato.

Marc insiste sul fatto di mostrarmi amichevole nei suoi confronti, ma è una persona davvero insopportabile e la cosa mi risulta al quanto difficile.

Silenzio… E’ sabato, la giornata libera di Lucy. Marc non è ancora rientrato. Sono sola! Ho un guizzo di felicità.

Mi sfilo le Chanel, che mi stanno disintegrando i piedi e mi sdraio sul divano. La borsa cade a terra rovesciando tutto il suo contenuto sul tappeto. Ma stavolta non ho voglia di preoccuparmene.

Sistemerò tutto dopo, con calma.

Ho improvvisamente voglia di farmi un bel bagno rilassante.

Salgo le scale di corsa e mi fiondo in bagno ad aprire il rubinetto. Mentre aspetto che la vasca si riempia di acqua calda, ritorno in salotto a prepararmi un bicchiere di Martini, da sorseggiare una volta a mollo.

Non vedo l'ora di immergermi. E così, per accorciare i tempi, inizio a spogliarmi dei miei abiti lungo le scale, lasciando una scia d'indumenti e accessori, lunga fino al bagno. La gonna nera con i bottoni davanti di Patrizia Pepe, la camicetta bianca con i volants, il reggiseno, gli slip, il bracciale, il Rolex… Impresa resa ancor più complicata dal bicchiere di Martini che ho in mano, che finisce per gocciolare sul parchè della camera da letto.

Prima che torni Marc, sistemerò tutto.

Presto solo attenzione a sfilarmi, e a mettere al sicuro sul tavolino della specchiera, il collier e gli orecchini di diamanti. Regali di Marc a cui tengo in particolar modo.

Accendo qualche candela e le sistemo a bordo vasca. Avvio lo stereo, oscuro la stanza, ed infine mi immergo. Faccio partire l'idromassaggio e sorseggiando il mio aperitivo, avvolta in una nuvola di vapore nella penombra creata dalle luci soffuse delle candele, tra i profumi dei sali e cullata dalla musica soave di Bach, mi assopisco. Del trambusto, proveniente dal piano di sotto, mi sveglia bruscamente.

Fortunatamente mi ritrovo nella mia vasca da bagno avvolta dalla schiuma e non al brunch dei Parisi fasciata da quell'orribile vestito rosa evidenziatore, che Sofia aveva adocchiato in Rinascente.

Ho avuto un incubo! Dovrebbero vietare la vendita di certi capi d’abbigliamento!

Marc sta urlando << Giuliaaaa! Cos' è tutto questo caos?>>

Oddio!!! Dovevo mettere a posto e invece mi sono addormentata!

Entra in bagno. È carico di tutte le cose che ho lasciato disseminate per la casa. La borsa, le scarpe, i vestiti e pure i sacchetti dello shopping!

A vederlo così non riesco a trattenere una risatina.

<<Scusa amore! Ero stravolta e...>>

Ma vedo il suo volto come fosse attraversato da un'ombra. E i suoi occhi sono scuri. Non ha voglia di ridere. Sarà stanco.

<< Vieni qui con me, ci rilassiamo insieme. Mi sei mancato oggi…>> civetto, sicura che con un po’ di coccole tutto torni alla normalità.

Per tutta risposta lui, con uno scatto d'ira che mi coglie di sorpresa, scaraventa tutto quello che ha in mano sul pavimento del bagno.

<<Hai lasciato libero l'autista! Dove sei stata tutto il giorno?>> Mi urla forte. Così forte che non provo neanche a rispondere. Mi limito ad abbassare lo sguardo, mentre esce sbattendo dietro di sé la porta.

Si chiude in cucina ed inizia ad armeggiare con pentole e fornelli, come fa sempre quando è nervoso.

E io esco dalla vasca, mi asciugo, mi vesto e raccolgo tutte le mie cose sparse sul pavimento, preparandomi all'ennesima cena in silenzio.


 
 
 

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